venerdì 25 novembre 2011 alle 19.30 alle 4 pareti, via Fiorelli 12d Napoli

Luoghi del sole e occasionalmente delle nebbie  di Anna Maria Saviano.
Presentiamo l’artista ? no. Solo l’opera. Provocatoriamente, ma sentitamente, non  interessano né la storia né la biografia. Così fa un presentatore per non confondere le idee a nessuno e non confonderle nemmeno a se stesso. Ci sarà sempre il tempo per conoscere l’artista, farci amicizia, prendere un caffè con lui o addirittura un pranzo.  Ma allora parleremo di evoluzione dell’artista ? La sua fase giovanile, critica, quella di successo?  Si e no. Quando è necessario.
In azione. Ischia. Davanti il cielo grigio e bianco, auto in sosta, segnali stradali, un’aiuola gialla.
Affascinano, ma anche conturbano colori che tendono al viola e un mondo etereo interiore, ma creato per l’effetto di una nebbiolina non tanto partenopea. Per noi abituati a pensare al paese do’ sole.
Proseguiamo. Amalfi. Un arenile. Interessanti le figure umane. Alte, slanciate come personaggi di El Greco. Raffigurate in un’istantanea, ma il movimento è in essere. Una seconda istantanea. E tutto sarebbe già cambiato.
E tre. Donne in traghetto. Una fanciulla pensosa, nella solita penombra. Raccolta, le mani sul grembo, occhialoni. Ma in uno squarcio c’è una figura di donna vivida. Della quale spicca un top rosso, stretto, quasi un bustino dell’ottocento.
Interessa conoscere la tecnica ? Anche questo in una seconda fase. Per ora ci interessava soltanto vedere se l’immagine delle tre donne -una è nell’ombra-  se ne vede solo la testa, attiravano la nostra attenzione. La hanno attirata. L’opera è bella.   
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La parola all’artista. Alla domanda di come realizza le nebbie e le brume ha risposto che i suoi quadri sono lavorati a strati successivi, come facciamo quando siamo immersi in un ambiente nebbioso e lo scandagliamo. Strato per strato.
In occasione della 54à Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.  Anna Maria Saviano intervistata così dice di se’: “Sicuramente per me la questione del “passaggio” (della transitorietà) è fondante, un nucleo essenziale. Negli ultimi lavori però si sta sviluppando in modo diverso rispetto a prima. Nel senso che in passato ritraevo luoghi (o non luoghi, per chi è d’accordo con Marc Augè) per loro natura attraversati fugacemente da presenze “volatili”. Adesso il tema è la cancellazione, la dissoluzione. sono alla ricerca di una “geografia delle sparizioni”. Baudrillard dice che se qualcosa vuole essere fotografato è per sparire meglio”.
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Ora ascoltiamo come è stata presentata in una bella occasione.
Così si esprime Pasquale Ruocco, “Dipingo ergo sum”, per la mostra Nuove rotte della pittura: sette giovani artisti per gli arsenali di Amalfi, Museo degli antichi arsenali della Repubblica di Amalfi: “Una nuova luce ha conquistato la tavolozza di Anna Maria Saviano la cui pittura, sempre volta alle relazioni tra l’individuo ed il suo ambiente, spesso incorniciata entro architetture labirintiche, si svuota, si alleggerisce, sostituendo la consistenza del colore a olio con la consistenza morbida e fluttuante del pastello e del carboncino.

Maria Giovanna Villari

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